Friday, November 2, 2007

Quello che i Clinton non dicono

Triste, anzi tristissima la mail mandata ieri da Patti Solis Doyle, manager della campagna elettorale di Hillary Clinton. Criticando gli attacchi alla senatrice nel corso dell'ultimo dibattito, ma anche i commenti sulla stampa americana, la Doyle ci ha ricordato che Hillary "e' una donna forte. Ne e' venuta fuori bene". Ma "avra' bisogno"dell'aiuto dei suoi sostenitori. Non e' una novita' che le campagne elettorali siano caratterizzate da colpi bassi, attacchi personali o familiari (basta ricordare i commenti su Rudy Giuliani e sua figlia, Caroline, pro Obama). Soprattutto non si puo' avere la pretesa, come sembrano fare al quartier generale di Hillary for President, di essere sopra ogni critica e di giocare la carta del 'sesso debole' quando le cose sembrano mettersi male. Se fosse stata uomo e non donna, avremmo mai letto qualcosa che ci andava a rassicurare sulla sua presunta "forza"?
"Grazie per essere vicino a Hillary in questo momento critico dellasua campagna" si legge a conclusione del messaggio. Per i sostenitori della senatrice, forse, sarebbe stato meglio che rispondesse, anche sei in ritardo, a tutte le domande davanti alle quali e' fuggita durante i confronti televisivi. Ad esempio, riguardo alla proposta del governatore di New York Sptizer di dare la patente agli immigrati irregolari. Hillary Clinton e' favorevole o contraria? Nessuno lo ha capito. E ancora sulla spesa sociale: prima ha detto di non approvare e non supportare l'idea diincrementare le tasse, ma poi ha fatto sapere che l'ipotesi (di un aumento delle imposte) sarebbe comunque da prendere "in considerazione". Cosa vuole fare la senatrice, aumentare le tasse o no? Da Presidente degli Stati Uniti, e' pronta ad impegnarsi con il popolo americano affinche' l'Iran non sviluppi armi nucleari? Si o no?
A tutte queste domande Hillary Clinton ha dato risposte diverse o ambigue. Tanto da far scrivere agli editorialisti americani che è tornato il "Clintonesque", l'imbarazzante linguaggio di suo marito Bill, che pur di non rispondere alle domande piu' difficili ricorreva a sofismi tipo:
"It depends on what the meaning of the words 'is' is." [Bill Clinton, durante una sua testimonianza al gran giuri' sull'affair con Monica Lewinsky nel 1988]
Tale moglie, tale marito. Chissa' se agli americani questa "continuità familiare" piace.

7 comments:

Anonymous said...

Brava Giulia, bella analisi e bel blog. Interessante soprattutto il riferimento al "Clintonesque".

Anonymous said...

Off topics.
Complimenti, bel blog.
Una curiosità .... che sentore c'è sull'andamento economico statunitense ?

Ciao

Stratos - Vicenza

GFP said...

Grazie anonymous :-)
*stratos*
la tua curiosita' implicherebbe un'analisi molto lunga e complessa. Sicuramente un ottimo spunto per un post.
stick around!

Anonymous said...

Lo aspetterò con pazienza ....
Stratos

Nobile di Treviso said...

Completely OT ma ho appena letto un articolo stamane su un noto blog di destra e anti jihadista, The Jawa Report sulla situazione dei Rom in Italia.
Sono dovuto intervenire perche' secondo me e' sbagliato quello che scrivono. Bisogna intervenire per fare capire loro che non siamo xenofobi e che la situazione e' dovuta all'attuale vergognosa politica di questo governo di incompetenti.
Se volete intervenire il link dell'articolo e':
http://mypetjawa.mu.nu/archives/190006.php
Grazie

Nobile di Treviso said...

Stratos ma ti trovo da tutte le parti....

Anonymous said...

Se mi trovi dappertutto, vuol dire che siamo in 2 ..... fankazzisti.
Hahahaahahaha .... ( occhiolino ! )